Migliorare le proprie relazioni è possibile? Alcuni suggerimenti per vivere più serenamente il contesto sociale.

Fate fatica ad esprimere il vostro punto di vista o sentimento durante una conversazione con colleghi? Provate disagio nel verbalizzare i vostri desideri ai genitori? O, viceversa, vi riesce difficile considerare i bisogni del partner o di amici?

Se la risposta a queste domande è positiva, potrebbe esservi una ridotta abilità nel relazionare in modo adeguato con le persone che fanno parte della vostra rete sociale. Non preoccupatevi, è così per la maggior parte delle persone.

L’abilità di sviluppare e mantenere relazioni non costituisce un bagaglio che noi ereditiamo alla nascita e che portiamo con noi in ogni situazione e circostanza. Essa compare quando siamo piccoli se abbiamo la possibilità di interagire con altre persone e diviene sempre più automatica e complessa man mano ci si avvicina alla maturità e ci si sperimenta in vari contesti con costanza.

La cultura dei giorni nostri, inoltre, sembra favorire uno stile di relazione poco adeguato e un atteggiamento di “sottomissione” o di “prevaricazione” che si allontana da quello migliore, caratterizzato da chiarezza comunicativa, cooperazione e rispetto reciproco.

Diviene importante riconoscere e comprendere il proprio stile automatico e provare a modificarlo, con il fine di vivere più serenamente i propri legami.

Poiché la comunicazione è il mezzo che ognuno di noi utilizza per interagire con altre persone, potrebbe essere utile provare a sperimentare alcune strategie comunicative affinché si possa esprimere la propria opinione o emozione nel rispetto del nostro interlocutore e si possano stringere legami soddisfacenti, caratterizzati da fiducia e collaborazione.

Ecco alcune indicazioni che si possono seguire per migliorare la comunicazione e, quindi, farci sentire meglio nell’interazione con gli altri (Baggio, 2013):

  • Proviamo ad utilizzare frasi che descrivono noi stessi e che non esprimono convinzioni assolute o rigide (“io credo”, “mi piacerebbe”);
  • Scegliamo frasi che includono l’altro e che stimolano una collaborazione (“tu come la pensi?”, “se provassimo in questo modo?”);
  • Preferiamo frasi che descrivono situazioni (“mi hai dato buca”) al posto di frasi che deducono intenzioni (“so che lo fai di proposito a darmi buca”);
  • Facciamo osservazioni agli atteggiamenti (“sei in ritardo”) e non diamo etichette all’interlocutore (“sei un ritardatario”);
  • Proviamo a stare sul singolo evento (“stamattina non mi hai aiutato a stendere”) e a non generalizzare (“non mi dai mai una mano a fare i mestieri di casa”).

Ora potete provare a sperimentare queste piccole strategie con le persone che vi stanno vicine, amici o familiari, con allenamento costante. Vi chiedo di non arrendervi se vi risulta difficile o se a volte non riuscite al meglio, i risultati arriveranno nel tempo.

 

Bibliografia:

Baggio F (2013). Assertività e training assertivo. Teoria e pratica per migliorare le capacità relazionali dei pazienti. Ed. Franco Angeli.